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La pagina di attualità

La scienza non è democratica

E' di questi giorni la notizia, rimbalzata su tutti i media che un medico virologo, abituato ad essere ospite televisivo, che ha avuto una diatriba proprio in un talk show sulla questione vaccini. Questo medico ha affermato senza troppe parafrasi che la scienza non è democratica, cioè siccome un fatto scientifico non è popolare allora si puossa negare. E' ovvio che si starebbe meglio senza malattie e si starebbe quindi meglio senza vaccini... Ma non basta la volontà popolare per impedirne la causa. Per molti, soprattutto nell'agorà virtuale non sembra sia comprensibile questa semplice affermazione tanto che da più parti pensatori importanti del nostro tempo hanno sollevato più volte questo problema. Da Eco a Bauman sono etantissimi gli studiosi che ritengono l'imbarbarimento del pensiero popolare dovuto all'inquinamento da parte del pensiero comune che trova in maniera potente risalto su internet. Dobbiamo riuscire a ricostruire il nostro tessuto sociale, una volta il timore reverenziale nei confronti degli studiosi, le norme sociali e religiose impedivano che pensieri strampalati o comportamenti altrettanto risibili trovassero tribuna nell'opinione comune. Qualcosa bisogna dirla sugli "espertoni" però... nessuno è stato in grado di tracciare una via d'uscita. Si sprecano quindi le analisi ma, al momento, non se ne esce.

Ha vinto Cetto! - Novembre 2016

Cetto la qualunque ha conquistato, a suno di miliardi di dollari, la poltrona più importante del mondo: quella della Casa Bianca. Il bello è che tutti i commentatori "a caldo" ribadiscono che i segnali c'erano tutti tanto che erano sicuri avesse vinto la gara per la presidenza. Io, molto umilmente, credo che non sia una disfatta della democrazia, sia semplicemente il segno dei tempi di come le persone pensino che gli slogan possano essere in grado di risolvere i problemi, o almeno, di nasconderli sotto il tappeto. Cosa succederà adesso?


Un nuovo tributo di morte - Agosto 2016

Alla fine è arrivato: dopo 7 anni dal terremoto dell'Aquila, la stessa zona, il "cuore" dell'Italia ha richiesto il suo nuovo tributo di vittime. Purtroppo la soluzione è molto semplice ma purtroppo costosa: ristrutturare in maniera antisismica. Su internet è scoppiata una specie di gara di solidarietà con i tratti della spettacolarizzazine a cui siamo abituati per cui la gara di solidarietà in realtà si confonde con il desiderio di palcoscenico di chi propone la soluzione. Triste. La nostra epoca è decisamente malata. Anzichè pensare alle soluzioni e, soprattutto, attuarle, si pensa a sconfiggere solo i sintomi, in una sorta di ricerca di alleggerimento della propria coscienza. I "nativi digitali" hanno purtroppo dimostrato ancora una volta di non essere capaci di gestire in maniera sana e corretta la potenzialità che la Rete è in grado di offrire. Per fortuna esistono ancora persone che sono disallineate da queste posizioni e si impgnano seriamente per lo sviluppo e per aiutare, senza fare rumore ma impegnandosi, studiando e facendo volontariato, fuori dalla tastiera.


Parlare di "Legalità" - febbraio 2016

Ẻ notizia di oggi che a Roma l'80% degli affitti di case del comune è abusivo (fonte Il Messaggero). Stiamo vivendo un periodo veramente strano. C'è una guerra senza frontiere nei confronti della malagestione e del malgoverno ma poi si scopre che in realtà "l'appropriazione indebita" della cosa pubblica è molto diffusa. A questo punto a me viene in mente una cosa: Cosa pensano le persone a cui vengono/sono state/verranno revocate i loro illeciti privilegi? Cosa diranno del governo autore di questa "punizione"? Ovvio diranno che il governo è un deliquente, formato da delinquenti ma non perché è così, il problema è che tutti sno disposti a parlare di legalità quando la rimozione dei privilegi riguarda gli altri. Differente quando i privilegi sono i propri, allora la coscienza e la moralita subiscono una "piega" perché noi non abbiamo un comportamento illecito, è ben altro quello che va fatto per risolvere i problemi. Come se ne può uscire allora?